Montessori per Crescere

Quando il bambino vuole solo le attenzioni di un genitore

Molti genitori si sentono bloccati dalle costanti richieste di attenzioni del proprio bambino e sentono il bisogno di creare più autonomia affinché anche loro possano avere una piccola pausa. E’ importante però capire perché il bambino sente la necessità della presenza costante del genitore e come supportarlo.

Base sicura – Il genitore per il bambino é una base sicura da cui poter esplorare il mondo, la presenza del genitore rassicura il bambino che si sente così emotivamente più sereno.

Distrazioni – Il bambino percepisce quando il genitore è impegnato a fare altro e questo lo mette nella condizione di richiedere ancora più attenzioni.

Cambiamenti – Ogni piccolo o grande cambiamento nella vita delle famiglia può portare confusione e instabilità nelle routine del bambino ed é per questo che offrendo una base sicura possiamo rassicurarlo, offrendo lo spazio e il tempo affinché possa elaborare ed abituarsi al cambiamento.

Segui il bambino – E’ importante partire dal bambino per capire i suoi bisogni e supportarlo ad affrontare le proprie emozioni offrendo una base sicura. Osservare e capire la personalità del bambino evitando di mettere etichette “è un bambino timido”, ma invece rispettare le sue tempistiche e capire quali situazioni sociali offrire per evitare che si senta sopraffatto dagli eventi.

Promuovere autonomia – Creare un ambiente in cui il bambino possa muoversi con indipendenza. Offrire dei giochi/attività che possano essere presi ed usati in modo autonomo. Creare un angolo merenda dove il bambino possa sempre accedere a dell’acqua e degli snacks.

Ci potrebbero essere inoltre dei momenti in cui il bambino rifiuti categoricamente di fare semplici routine con un genitore chiedendo le attenzioni dell’altro. Dunque di seguito alcune strategie su come affrontare questi momenti.

Empatizzare – verbalizzare le emozioni del bambino “capisco che tu sia triste perché volevi fare il bagnetto con la mamma/papà, ma in questo momento lei/lui sta cucinando e quindi ci sono io ad aiutarti!”. Comunicando anche le vostre di emozioni, ma senza scaricare la frustrazione sul bambino.

Tempo di qualità – creare dei momenti speciali di gioco per legare con il bambino e creare una connessione più profonda. Momenti che possano diventare una routine constante tra il genitore e il bambino (per esempio – 15 minuti di gioco dopo cena senza distrazioni, una passeggiata al parco il sabato mattina, ecc.)

Condividere – comunicare al partner le emozioni provate durante il rifiuto del bambino per poter scaricare la frustrazione ed anche imparare alcune strategie per rendere le routine più semplici. Condividere con il partner potrebbe farci sentire meno soli, aiutando la coppia a sentirsi più come un team e meno come due individui separati nella crescita del bambino.

Pazienza e costanza – Affinché il bambino possa abituarsi ad una nuova routine o ad un nuovo modo di rispondere al suo comportamento dobbiamo essere pazienti e offrire costanza, ripetendo con amore lo stesso approccio, giorno dopo giorno. Permettendo in questo modo al bambino di familiarizzare con la nuova risposta.

Infine, è bene ricordare che non resteranno bambini per sempre e che presto o tardi non avranno più bisogno di tutte le nostre attenzioni, quindi è prezioso riconoscere il potere di questi momenti e respirarne tutta la sua magia.

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